“L’uomo aveva spento la luce e si era sdraiato di nuovo. Non si era più addormentato.“
Entriamo nella storia con un clima di sospetto, quasi da thriller, soprattutto nelle pagine iniziali il cui primo capitolo si è concluso con un nostro sonoro wow. Forza motrice che ha spinto il lettore a leggere e districarsi tra la narrazione, ricca di dettagli, descrizioni, oggetti, elenchi, fino ad apportare alla metà del libro, esattamente a metà, in cui un nuovo e sonoro wow ci ha portato dritti fino alla fine.
La quarta di copertina ci indica che siamo nella vita di Chloe, della quale non c’è traccia fino alla seconda sezione; eppure anche quando questa appare agli occhi del lettore è sempre fuggente: non è un personaggio che si riesce ad afferrare, tanto è complesso. Personaggio ben strutturato, con una personalità niente affatto.
Tutto ciò che è intorno a Chloe appare superficiale, decorativo e serve solo ad allontanarla dal male e dall’angoscia del suo passato che le impedisce di fare i conti con la verità. Proprio qui sta il centro della nostra storia: qual è la verità? Esiste? Un uomo la può afferrare? Allontanandosi dalla realtà Chloe si costruisce paure e bugie che fanno da base al suo nuovo mondo, che non porta alla felicità.
In un modo che non sappiamo spiegare a pieno, ci siamo sentiti come la protagonista, alla ricerca di strade nuove da percorrere per fuggire dalla vita che si conosce, con il gusto masochista di prendere quella che ci causerà maggiori dolori futuri. Intanto anche noi come Chloe continuiamo a districarci tra canali social, perfezione fisica, bellezza (presunta) e un lato oscuro da coltivare con l’utilizzo di sonniferi.
Il libro non pretende di dare risposta alle domande e ai misteri che ci pone davanti e non ci offre una sicura redenzione per i personaggi; non c’è un lieto fine perché non è una favola, ma la realtà pura che ci dice che le nostre vite possono essere molto oscure, possono essere belle se ci fidiamo degli altri ma gli altri possono deluderci anche fino all’ultima pagina e tutto si ribalta e l’agognata verità è solo un miraggio, creato da noi.
La scrittura di Bacà è piana, accessibile a tutti i lettori; è ricca di dettagli ed è descrittiva per cui lo consigliamo a chi ama questo taglio narrativo e, come già detto, a chi ama qualche colpo di scena. Ogni immagine che viene riportata si arricchisce di parola in parola, fino ad arrivare ad una evoluzione mai scontata.
_____________________________________________________________________________________________________
Fabio Bacà, L’era dell’Acquario, Adelphi, Milano, 2025



