“Distesa su un fianco con la figlia morta sul petto, la sentì raffreddarsi a poco a poco. Poi non ebbe più lacrime.”
È un libro bianco, con un titolo sincero e per nulla banale; scorri con lo sguardo l’indice dei diversi capitoli e ti ritrovi: la neve, la nebbia e così via, e lì probabilmente pensi di essere davanti a un libro semplice, vestito di quella purezza di cui la letteratura coreana, e nello specifico quella di Han Kang, ormai ci sta un po’ abituando. Siamo davanti ad un livello superiore di scrittura, ma il testo non è una montagna, piuttosto un lago di alta quota dove specchiarsi, e chi vi giunge non può far altro che contemplarlo.
Dicevamo: è un libro bianco. Lo è nella forma, ossia negli spazi bianchi tra una pagina e l’altra; lo è nel contenuto e nel significato. Perché, per entrare nel profondo del senso della parola “bianco”, non bisogna pensare solo al colore, ma al senso stesso che questo termine assume nella lingua della scrittrice. In coreano, infatti, ci sono due termini: hayan, che descrive il bianco puro, e huin, che evoca un intreccio di vita e morte.
Ed ecco che bianche sono tutte le cose pure, ma anche tutte le cose che hanno in sé un senso di morte e di rinascita intrinseco. Lo è la città in cui la scrittrice si trova per una residenza letteraria e dove nasce il libro; lo è la protagonista del libro, che non è semplicemente e banalmente la scrittrice stessa, ma nasconde dentro di sé una figura in più: una sorella maggiore morta a poche ore dalla nascita, la cui presenza è continua nel racconto e nella vita dell’autrice. Assenze che hanno creato presenze.
Abbiamo deciso di non anticiparvi la città attorno alla quale ruota tutto il racconto, ma, per un caso fortuito, noi abbiamo avuto la possibilità di viverla per un anno, e questo testo forse è uno di quelli che riescono a raccontarla meglio. Se dovesse capitarvi anche a voi di visitarla, non lasciatevi portare fuori strada dalle recentissime luci e ristrutturazioni che l’hanno omologata a molte altre città europee; piuttosto, andate a rintracciare il bianco dentro i palazzi, le strade e le persone.
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Han Kang, Il libro bianco, Adelphi, Milano, 2025
Edizione Originale: 흰, 2016



