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Uno, due e tre

Scritto da Federica Gallotta     Uno Forse perché il mio nome non ha mitologia non tiro frecce né dono il filo, col mio ho tessuto inganni misti a parole. Mi dissolvo come Eco che guarda chi non la vede né la ascolta andare via. Anonimia è il mio cognome.   Due Ma se a tutti – ragiona – racconti i tuoi sogni, sopra quale monte inaccessibile rimane il mio girasole? Sembrava cosa buona avvicinarlo...

Il passerotto dal becco rosso (2 di 2)

Scritto da Francesca Calzolari     Questo balcone, era piccolo piccolo. Giulio non aveva idea di quanti metri quadrati fosse, ma contava al massimo una decina di mattonelle. Piú che un balcone era un affaccio sull’esterno. La ringhiera era in ferro battuto, tutta arrugginita perché il palazzo era vecchio e non avevano pensato a ridipingere i balconi per evitare la rovina dovuta al tempo. Di per sè non sembrava un balcone invitante, ma era riccamente...

Il passerotto dal becco rosso ( 1 di 2)

Scritto da Francesca Calzolari     Giulio non sapeva ancora camminare, ma gattonava allegramente sul pavimento in parquet dell’appartamento dove viveva con la sua famiglia al quinto piano di un condominio residenziale. Aveva pochi mesi, era un bimbo cicciottello e sempre sorridente; amava le esplorazioni a quattro zampe e con grande curiosità si spingeva ogni giorno in nuovi angoli dell’appartamento. Dove era situato il salone, la luce era particolarmente intensa perchè due grandi porta finestre...

Poesie 4, 5 e 6

Scritto da Greta Kapllani     Poesia n°4 Triste pensiero  Sapere che non ci sei  A condividere i momenti  Qui al mio fianco    Deserto è il sentiero  E so che non dovrei  Pensare che proprio l’altro ieri  Io ti amavo tanto    Ora il cielo è sereno  Ma ogni tanto chiedo agli dei  Se sei lì con loro  O nell’inferno e in quale canto   Poesia n°5 Autentico amore  Che sopprime Mi confonde  Mi...

Poesie 1, 2 e 3

Scritto da Greta Kapllani     Poesia n°1 Tu cercami Anche se il mondo ora è spento Qui un giorno ne dura cento Dimmi solo che mi vuoi Tu cercami Anche se il mondo si è fermato Che nessuno si è mai amato Così forte come noi Noi che abbiamo aspettato Giorni, mesi e persino anni Per un abbraccio che è arrivato Solo nel sogno migliore Presto tutto sarà finito Prenderemo noi il treno Per...

Cronaca di un viaggiatore

Scritto da Laura Zona     Il medico, in ospedale, fu lapidario: “Per precauzione dovrà restare confinato a casa almeno per quaranta giorni!”  Tentai di ribattere ma compresi, dal suo sguardo, che non c’era possibilità di appello. Seduto nel taxi che mi riportava a casa, pensai all’ironia della vita: ero passato indenne da un bombardamento a Baghdad ed ora, un banale virus, forse contratto in Cina, mi obbligava agli arresti domiciliari.  Entrato in casa provai...

L’arcobaleno di Carolina

Scritto da Laura Zona     Carolina aveva paura del temporale. Al primo tuono si era rifugiata sotto la coperta nel lettino della sua cameretta. A farle compagnia, accoccolata ai suoi piedi c’era Neve, la gattina dal pelo candido e morbido che dormiva beatamente, indifferente al frastuono del primo temporale di primavera. Neve era una trovatella, recuperata, nel parco giochi del quartiere, pochi giorni prima del divieto d’accesso a causa dell’epidemia. Carolina, a passeggio con...

Achi, il sorriso dello Sri Lanka

Scritto da Francesca Sivori _____________________________________________________________________________________________________ Epitamulla Road è una stradina interna parallela a Galle Road, la via principale di Kamburugamuwa, nel sud dello Sri Lanka. Una mattina decido di percorrerla a piedi fino in fondo per raggiungere la Parrotfish Bay, una piccola baia incastonata tra un gruppo di scogli ai piedi di un promontorio dalla forma di drago addormentato. Passo in mezzo ad alberi di banane, manghi e naturalmente palme di ogni tipo. Immerse in...

Emilia (3 di 3)

Scritto da Veronica Paladini _____________________________________________________________________________________________________ Si fecero quasi le nove, l’ora giusta per completare la cena informale che preparò per lei e il suo capo. Non pensò molto a come vestirsi, a quale tovaglia usare, a quali piatti scegliere. Impiegò però un paio d’ore a decidere cosa cucinare. Non se ne capacitava: aveva paura di non cucinare bene. Quando il capo suonò e se lo ritrovò alla porta di casa, ammise a sé stessa, che...

Emilia (2 di 3)

Scritto da Veronica Paladini _____________________________________________________________________________________________________ Quella serata finì comunque bene, ma l’irritazione del capo non tardò a farsi presente in ufficio. Le settimane successive Emilia tornava a casa dopo almeno un’ora e venti di ritardo. Quel ritardo che al suo capo piaceva chiamare “extra lavorativo” con l’aggiunta di un occhiolino per sottolineare che ciò che serve si fatica a produrre. Anche i conti, soprattutto i conti. I giorni proseguirono tutti uguali e il riposo diventò un lontano ricordo. Una...