What to say next

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Written by Giada Marino

This review is available only in the original language.

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Chi ha detto che l’amore è semplice? Nessuno?!? Ahh, bene… Perché infatti molto spesso l’amore è tutt’altro che semplice, e il libro che vi presenterò oggi – La teoria imperfetta dell’amore di Julie Buxbaum – vi darà un esempio di come questo sentimento possa essere complicato.

I protagonisti di questa storia sono un ragazzo e una ragazza che all’apparenza sembrano essere completamente differenti tra loro: lei, Kit Lowell, è per metà indiana, mediamente popolare all’interno del liceo che frequentano, mediamente intelligente… insomma, una persona normale: una via di mezzo tra la ragazza popolare e la ragazza invisibile; lui, David Drucker, è il tipico ragazzo che non passa inosservato dai bulletti della scuola, non tanto per la sua bellezza quanto per la sua stranezza (anche se, a parer mio, non è considerabile più strano di molti di noi): nonostante la sua spiccata intelligenza nelle materie scientifiche, David ha un problema nel ricordarsi i nomi ed è per questo che gira sempre con il suo fidato quaderno, su cui sono scritte le generalità e le caratteristiche di tutti i suoi compagni. Sì, lo so che può effettivamente sembrare strano, ma una storia va osservata nel suo contesto generale…

Kit e David a prima vista sono due linee parallele che mai entreranno in contatto, eppure il destino a volte sa essere crudelmente buono e a farli avvicinare sarà la morte del padre di lei. Kit ha un disperato bisogno di circondarsi di persone che non le dicono belle bugie per farla sentire meglio, ma l’unico che sembra disposto a dirle la verità è David, ed è per questo che la ragazza decide di iniziare con quel solitario compagno il “Progetto Incidente” per capire se l’incidente stradale di suo padre potesse essere evitato o meno.

David, felice di quelle attenzioni da parte della sua cotta, non se lo fa ripetere e inizia a usare la propria intelligenza e le proprie abilità matematiche per capire la dinamica dell’incidente. Ma non tutto va per il verso giusto: Kit nasconde qualcosa e sembra sprofondare sempre più nel proprio segreto, mentre David viene bullizzato in maniera ancora peggiore a causa della sua appena nata amicizia con Kit.

I capitoli dispari sono scritti da lui, mentre quelli pari da lei, ed è grazie a questo cambio costante del punto di vista che noi lettori possiamo comprendere il vero carattere e i veri sentimenti di entrambi i personaggi. La teoria imperfetta dell’amore è un libro dolce e tenero, che nella sua semplicità racconta di cose molto complesse: l’amore, sì, ma anche l’amicizia e il bisogno delle persone di sentirsi protette e comprese, qualunque sia l’etichetta affibbiategli dagli altri.

Un romanzo che fa capire che “le cose brutte e inimmaginabili capitano. A noi rimane da scegliere se crescere o appassire. Se perdonare o inasprirci”.

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Julie Buxbaum, What to say next, DeA Planeta Libri, Milano, 2018

Original edition: What to say next, Random House, New York, 2017

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