“Perfetto: l’insulto di un ignorante è sempre lusinghiero.”
Libro pescato a caso in libreria, attirati dalla copertina. Non conoscevamo l’autore e ci siamo sentiti in colpa, poi però abbiamo scoperto che si tratta di un’opera d’esordio, e quindi ci siamo sentiti giustificati. Quindi, prima di tutto, partiamo dai complimenti all’editore per una centrata scelta grafica.
La storia è quella di Isa M., una giovane studentessa di Torino che organizza una festa nella villa di famiglia. Una festa in cui invita compagni di corso, amici, e come in ogni festa universitaria molti amici di amici che molto poco hanno a che fare con la padrona di casa. L’atmosfera di allegria è purò turbata dall’assenza non giustifica di Ezio, l’invitato più atteso da Isa M. L’atmosfera andrà a peggiorare quando si troverà su biglietto minaccioso: se entro la fine della serata nessuno invitato avesse trovato il coraggio di toccare il volatile casuario (un simil struzzo per avere un’idea), Ezio sarebbe morto.
Uno scherzo di cattivo gusto, oppure una minaccia vera e propria? In entrambi i casi, chi c’era dietro? Lo stesso Ezio o qualche pazzo assassino? Ma soprattutto, che senso ha quello di sfidare studenti universitari a toccare un casuario tenuto in un’abitazione privata di Torino? Queste e altre domande, accompagneranno il lettore, fino a un finale crudo, che rendono gradevole la lettura.
Sebbene lo schema adottato sia qualcosa di già visto, e non lo diciamo in senso negativo, con un gruppo di ragazzi che si trovano a vivere, o condividere, uno spazio comune come quello di una villa con giardino (se vogliamo fin dai tempi del Decamerone di Boccaccio), il libro non ci è dispiaciuto.
Il testo e il lessico molto colloquiale, non tra i nostri preferiti, riescono però a trasmettere molto correttamente il mondo giovanile, dei rapporti interpersonali di una certa fascia d’età, quando si è troppo piccoli per essere considerati adulti, e troppo grandi per essere (anzi sentirsi) adolescenti. Sì, è vero, in alcuni punti si vede che lo stile è ancora acerbo, ma diamo tempo a questa giovane penna di maturare per poter cogliere un domani i suoi frutti migliori.
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Leonardo San Pietro, Festa con casuario, Sellerio, Palermo 2025



