“Caro diario, neanche stamattina mi sono svegliata estroversa.“
Una graphic novel di qualità, accessibile anche per chi come noi non ha molta familiarità con il genere. Un racconto che non lascia indifferenti, adatto a tutte le età, e non è un modo di dire.
Il libro è una carezza ai bambini che eravamo, e a tutti quelli che andremmo ad incontrare nella nostra vita come genitori o figli di amici di famiglia.
Il tema della timidezza, delle frasi sbagliate che ci hanno detto, e forse noi abbiamo detto senza rendercene conto, sono il fulcro da cui parte la storia raccontata. Attraverso le illustrazioni vengono chiariti come i disagi che pensavamo relegati al periodo adolescenziale per molte persone si prolungano fino all’età adulta, e questo non perché siano sbagliate, ma perché ognun è fatto a modo proprio, con diversi gradi di sensibilità. Fermare un attimo il mondo che rincorre modelli e poi nessuno sa mai perché e dire semplicemente io sono fatta così, io mi accetto, e anche voi dovreste farlo, sia con voi stessi, che nei miei confronti!
Una giovane Tina e una Tina adulta che vivono la loro vita si confrontano per tutto il testo, con gli stessi dubbi e le stesse incertezze, sebbene sotto altra forma.
Sarcasmo e sagacia sono le armi con cui l’autrice affronta la questione, e strappa più di un sorriso (amaro?) al lettore, che non può fare a meno di ritrovarsi in almeno una delle situazioni descritte, a prescindere dal tipo di infanzia o adolescenza vissuta. La lettura non richiede, come è giusto che sia, un impegno elevato, semmai è lo spazio riflessivo che essa apre ad averci soddisfatto.
Siamo stati fortunati ad aver avuto la possibilità di conoscere l’autrice di persona, e aver constatare come questo libro sia suo, senza inutili artefatti, tanto che ci sentiamo di poterla definire un’autobiografia nascosta.
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Martina Filippella, Troppo timida, BeccoGiallo, Padova, 2025



