Le parole tra noi leggere

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” – Ma a cosa ti serve essere intelligente?                                                           – A farmi compagnia con me stesso.” 

Una carezza lunga oltre duecento pagine di una madre al figlio. È stata questa la sensazione che ci ha accompagnato nella lettura. Se vogliamo, una coccola già attesa, forse anche scontata, dal titolo del libro, ma che a un lettore fa sempre piacere ricevere.

La cifra stilistica adottata per la narrazione e l’accuratezza delle parole scelte, con un determinato peso specifico sentimentale, ci hanno fatto sentire coinvolti e parte integrante delle dinamiche familiari raccontate. L’autrice ci chiede sostegno nel ripercorrere la sua esperienza di madre nel corso degli anni, a rintracciare gli errori, se ve ne sono stati, nell’educazione e nella crescita del suo unigenito Piero. Un figlio non particolarmente amante dello studio, come invece vorrebbero il padre e la madre, in una famiglia della medio-alta borghesia trasferitasi da Cuneo a Milano, che ha difficoltà a trovare il suo posto nel mondo.

Gli alti e bassi di un normale rapporto genitore-figlio sono narrati in maniera fedele e con ampio senso autocritico, con il preciso intento di voler riconoscere i propri limiti.

Diviso in sei capitoli, il racconto è spezzato da molti incisi in cui l’autrice ripropone missive familiari private, appunti raccolti e frammenti di diari raccolti nel corso degli anni, che hanno il doppio pregio di spezzare il fiato a una lettura altrimenti pesante, e di dare un preciso identikit caratteriale ai personaggi della storia.

Molto apprezzato in tal senso anche la condivisione di alcuni temi scolastici del figlio dell’età giovanile, in cui si riesce ad apprezzare la sua visione del mondo e la nascita delle varie passioni durante gli anni, come quella per le armi o per la motocicletta.

Dalla corrispondenza privata quello che traspare, a nostro parere, sebbene mai esplicitato, è sopratutto l’amore di Piero verso i genitori. Un senso di rispetto di altri tempi, che a leggerli oggi fa tenerezza. Così anche il senso di solidarietà e rispetto in un’Italia post-bellica in piena ricostruzione, rintracciato in alcuni eventi e comportamenti apparentemente secondari. 

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Lalla Romano, Le parole tra noi leggere, Einaudi, Torino, 1997

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