I quaderni del pianto

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“Cercai di scoprire quanti strati di pelle bisognava cambiare prima di morire. Quanta fatica diventare adulti.”

Il legame che unisce ogni madre ai propri figli è qualcosa di inspiegabile. Un filo invisibile, resistente a ogni tipo di disgrazia o malasorte.

La protagonista del libro si troverà ad affrontare la prova più dura a cui una madre è chiamata, la morte della figlia appena nata. Un evento tanto catastrofico quanto oscuro per il modo in cui è maturato. Una febbre violenta mentre era ricoverata in ospedale, l’impossibilità di poterla vedere, e poi il corpo cremato d’ufficio, senza dare la possibilità ai genitori di poter stringere per un’ultima volta quelle manine tanto amate. La determinazione della donna a indagare sull’operato dell’ospedale, aprirà un vaso di pandora tenuto sepolto per molti anni.

Cosa può fermare una madre a cui è stato sottratta la propria figlia? Nulla. Cosa può fare una madre per riprendersi la figlia da cui è stata separata con l’inganno? Tutto. A scoprire questo semplice assioma della vita saranno nell’ordine il marito, i familiari, i compaesani, le compagne dell’associazione di madri indifese, le istituzioni e i guerriglieri. Tutti coinvolti in maniera più o meno diretta nella morte della figlia, e con cui lei si dovrà scontrare, per poter dare un senso alla vita. 

Tra i personaggi laterali che abbiamo maggiormente apprezzato, quello del suo primo amore, quando ancora era giovane e inesperta e il mondo era un insieme di opportunità da cogliere. Un giovane studente universitario, costretto a lasciarla da impegni inattesi, ma che non si dimenticherà mai di lei, ma che ritornerà in maniera inattesa per aiutarla un’ultima volta.

I tempi della scrittura, e gli spazi vuoti tra le parole, come è normale che sia, trasudano la matrice sudamericana della scrittrice. Quindi prima di iniziare la lettura bisogna aver ben presente la realtà storico-culturale in cui si sta entrando per poterne apprezzare ogni sfumatura. Dalla lotta ai potenti all’emancipazione delle donne, sempre pubblicizzata ma mai realmente raggiunta, specialmente nelle zone dell’entroterra, dove il tempo si è fermato e non ha alcuna intenzione di andare avanti. 

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Marcela Serrano, I quaderni del pianto, Feltrinelli, Milano, 2009

Edizione originale: La llorona, Editorial Planeta, 2007

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