I cecchini del weekend

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“La guerra non finisce mai, si sposta un poco più in là.”

I libri figli di inchieste giornalistiche hanno la capacità di scuotere nel profondo la società. Poi se i temi trattati affrontano problematiche transnazionali, sono persino capaci di riscrivere una parte della storia di alcune nazioni. Più la ricerca di verità scava nel profondo, più il velo di ipocrisia madido di luoghi comuni viene strappato via, e lascia la nuda realtà dei fatti, con cui le nostre coscienze devono confrontarsi. Il testo di Ezio Gavazzeni, a nostro parere, rientra a pieno titolo in questa categoria.

Partendo da ricordi di vecchi articoli di giornale del 1995, il giornalista si lancia alla ricerca dei fatti sul possibile coinvolgimento di cittadini occidentali in Bosnia Erzegovina durante la guerra civile, e più specificamente durante l’assedio di Sarajevo.

Cosa vuol dire nello specifico? La partecipazione attiva di cittadini occidentali (e in questo caso con occidentali bisogna pensare al mondo occidentale dell’epoca), nell’opera meschina di cecchinaggio contro la popolazione inerme. Una modalità di fare la guerra caratteristica durante l’assedio della capitale bosniaca data la sua conformazione geografica. Una caccia all’uomo, anzi meglio ai bambini, che rappresentavano le prede più ambite, in quelli che verranno poi definiti “Safari umani”.

Una verità storica nota alle popolazioni locali, a volte sottaciute dalle istituzioni, non ha trovato spesso orecchie disponibili ad ascoltare, per questo il valore del lavoro di Gavazzeni avrà un peso importante per fare i conti con le proprie coscienze e riscrivere la storia. Guardando il nostro giardino di casa, non possiamo non provare vergogna per il coinvolgimento di alcuni Italiani, che al venerdì sera si spogliavano degli abiti di imprenditori, aristocratici e benestanti per diventare cacciatori di uomini nel fine settimana. Il tutto dopo aver pagato cospicue somme di denaro a organizzazioni criminali internazionali.

Il merito dell’autore è quello di aver compiuto un’opera certosina di raccolta di testimonianze e riscontri incrociati, per dare sempre maggiore solidità alla sua inchiesta. Noi per questo e per molte altre cose che troverete nel libro lo abbiamo apprezzato e ne consigliamo la lettura, perché un domani nessuno possa dire di non essere a conoscenza di quello che è stata, realmente, la storia.

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Ezio Gavazzeni, I cecchini del weekend, PaperFIRST, Roma, 2026

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