Contro gli imperi

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“Violare le convenzioni e le convinzioni del suo mondo non si rivelò una scelta né eticamente fondata né politicamente avveduta.”

Capire il mondo delle relazioni internazionali in costante e veloce cambiamento, vuol dire contare sul sapere e la qualità di pensiero di studiosi e intellettuali che aiutino a sviluppare un pensiero laterale su ciò che comporta un determinato fatto e a collegarli tra loro.

Dagli inizi degli anni ’20 del ventunesimo secolo (anche se qualcuno specifica dagli inizi degli anni ’10), l’ordine liberale internazionale sembra essere giunto al tramonto. Il forte riposizionamento degli Stati Uniti, fautori e fondatori del precedente ordine mondiale ha lasciato orfane tutte quelle nazioni che da quell’ordine traevano la propria esistenza, e goduto di decenni di prosperità, relegando il pensiero della guerra a qualcosa di lontano nel tempo e nello spazio. E proprio come figli senza più genitore, i Paesi europei si sono catapultati in un mondo che non riescono più a decifrare, e peggio ancora che potenzialmente mette a rischio la propria esistenza.

All’interno di questa cornice si colloca il testo di Vittorio Emanuele Parsi. Un incitamento all’Europa sia come istituzione sia  come concetto sia come singoli cittadini, a scuotersi dal sonno della ragione, e non continuare a subire il peso di decisioni ed eventi presi da altri attori geopolitici che guardano solo al proprio interesse (come è giusto che sia).

L’Europa, con tutte le sue criticità, rimane ormai l’ultimo baluardo mondiale della democrazia e della difesa dei diritti basilari delle persone (sanità gratuita, istruzione, diritti civili ecc.). Aver appaltato però la difesa al suo alleato più forte, l’ha resa però facilmente ricattabile, e quando l’alleato più forte ha chiesto il conto si è trovata povera e incapace di rispondere. Per questo in un periodo di crisi delle istituzioni internazionali l’unica strada che sembra percorribile è quella di più Europa (anche dal punto di vista difensivo), e convertire le forze centrifughe presenti nelle diverse nazioni che la compongono, in forze centripete.

Molto chiari i ragionamenti dell’autore sulle dinamiche geopolitiche, per cui anche chi non è addentro alla materia può acquisire i mezzi per poter capire i rapporti tra superpotenza, potenze e stati senza alcun potere nel concerto internazionale. Partendo dalla guerra del Peloponneso agli articoli scientifici più recenti, Parsi aiuta a capire il mondo.

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Vittorio Emanuele Parsi, Contro gli imperi, Bompiani, Milano, 2026

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