Le intermittenze della morte

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I libri scelti da Federica Dagonese

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Saramago ti illude: sotto le mentite spoglie di un narratore palese, che parla con te, sì proprio con te, caro lettore, con una voce dolce che si siede accanto a te per raccontarti una storia che ha il sapore di una favola, proprio nel momento in cui vorresti abbracciare quell’affabulatore incantevole…ti prende e ti ribalta!

Saramago ti inizia ad inquadrare un mondo che ci appartiene, è la nostra quotidianità, per poi capovolgere le regole della realtà e inventarne delle altre del tutto impossibili e allora, tu inizi a pensare che non c’entri nulla che puoi finalmente leggere qualcosa che non deve necessariamente essere quel tipo di letteratura che vuole cambiarti perché – e dai! – per una volta non si parla di te: e invece no, sei chiamato in causa proprio tu coi tuoi difetti e con le tue bassezze, quelle di un umano qualunque. Bene: le intermittenze della morte gioca a questo giochino scomodo!

Andiamo per ordine: c’è la signora morte – con la lettera minuscola, se no son guai – che il 31 dicembre allo scoccare della mezzanotte decide di non portare nel regno dell’oltretomba più nessun umano che vive in un certo Paese-senza nome, ovvio se no che Saramago è?

Il libro è nettamente diviso in due parti: nella prima leggiamo come si dipani tutta una serie di conseguenze ossia di azioni e reazioni che la categoria degli umani mette in moto a causa dell’improvvisa decisione della parca; dall’altra vi è proprio il punto di vista della morte. Ecco che cosa ci mostra lo scrittore: se in un primo momento sembra una condizione paradisiaca – ops, scusate il gioco di parole – non morire e vivere eternamente, poi scopriamo che non è esattamente così. Saramago riesce a mettere in luce tutte le paure umane che potrebbero scaturire, tutta la furbizia dell’uomo ma anche tutte le occasioni che non perdiamo per mostrarci meschini e sottili speculatori in ogni circostanza. Ma proprio quando si era riusciti a trovare un nuovo equilibrio ecco che la morte decide di tornare alla normalità, ma con gentilezza: avviserà ogni essere umano una settimana prima, tramite una lettera viola, dell’imminente dipartita.

Voltiamo la pagina e, senza che nessuno ci abbia avvisato, ci ritroviamo ad esaminare i pensieri e le azioni della morte, le sue di paure, i suoi di dubbi e la sua rabbia nei confronti degli umani che, credendo di sapere tutto, sbagliano!

Ma c’è altro ancora: la donna armata di falce ha un enorme problema: come mai quell’uomo lì, a cui è stata designata la morte, è ancora in vita? Che cosa diranno i suoi superiori? Ma la morte ha poi dei superiori? E le regole chi le ha dettate se no? Crolla ogni certezza! Quella sovrana risoluta e senza timori, quella donna, così universalmente intesa e rappresentata, che incute tanta paura a noi poveri e piccoli umani, ci viene mostrata come terrorizzata, in preda al panico perché per la prima volta in vita sua qualcuno sfugge alle sue regole. Inizia così un viaggio investigativo alla ricerca delle cause: ma come al solito, se si inizia un viaggio, non è detto che si giunga alla meta prefissata.

Leggetelo perché alla fine c’è un’unica morale: il solo motore che regola tutto il mondo, quello terreno e quello sotterraneo, è quello che muove le emozioni e le vibrazioni di ogni animo, nessuno escluso.

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José Saramago, Le intermittenze della morte, Feltrinelli, Milano, 2012

Edizione originale: As Intermitências da Morte, Porto Editora, Lisboa, 2005

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