Nel segno della falena

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Quando ci si conosce da ragazzi e si invecchia insieme, l’amicizia è qualcosa di indefinibile, di prezioso.”

Un libro a metà tra il giallo e il thriller e l’avventura, con una spolverata in superficie di sociologia e un ripieno di storia. Troppo impegnativo? No, tutt’altro, molto entusiasmate. Protagonista del secondo appuntamento della rassegna “Stazione BooktoMi 2022”, la lettura del libro si è trasformata presto da dovere in piacere. Con il pregio maggiore di averci portato in libreria a comprare altri libri della stessa autrice.

La storia narrata è divisa in due nel tempo e nello spazio, che una volta metabolizzata l’intelaiatura della stessa, si fa apprezzare più di quanto si è disposti ad ammettere. Siamo anche noi caduti sotto l’influsso di qualche incantesimo africano? Chissà, ma se così fosse, non ci liberate!

Quale forza ha il potere di tenere collegate Eritrea e Italia dopo oltre trent’anni di apparente lontananza? Quale forza può essere più incisiva delle azioni degli uomini, dello sparo dei cannoni, dei bombardamenti aerei, delle rivendicazioni di un “posto al sole”? Una sola: il rancore. 

A scoprirlo sulla sua pelle sarà il giornalista Massimo Arcani, che, in una calda estate milanese di inizio duemila, perderà la vita per mano di uno sconosciuto o presunto tale. Le indagini sull’omicidio porteranno a rivelazioni inattese, per alcuni insopportabili, su una precedente serie di assassini verificatisi ad Asmara trent’anni prima. Un percorso a ritroso nel tempo, per interrogarsi sulle incoerenze della società moderna, italiana e non solo, in particolare modo per quel piccolo problema spesso negato che si chiama discriminazione razziale. 

Abbiamo apprezzato molto meno il finale a sorpresa rivelato in pochi pagine, avremmo preferito un percorso più graduale verso l’ultimo colpo di scena, ne avrebbe fortificato il testo nella sua totalità, ma potrebbe essere un semplice gusto personale non condiviso da altri lettori. 

La scrittura è elegante. Non aulica, ma gentile nei modi e nella sintassi, in linea con la signorilità dell’autrice, che non abbiamo paura a definire una biblioteca umana, con una conoscenza e una visione del mondo ampia, e che con successo è riuscita a riversare anche in questo libro. 

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Erminia Dell’Oro, Nel segno della falena, La tartaruga, Milano, 2021

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