“L’amore, mia cara, è un sentimento di lusso.”
La storia è quella di un innamoramento che non sarebbe dovuto nascere, così come poi non sarebbe dovuto morire. Da una parte abbiamo Yves Harteloup, un benestante che ha perso molte delle sue ricchezze ed è costretto a vivere come un comune impiegato nella Parigi di inizio ‘900, e Denise Jessaint, giovane moglie di un ricco uomo d’affari, compagno di armi di Yves durante la grande guerra.
I due si incontrano durante un periodo di villeggiatura nella piccola cittadina basca di Hendaye, dove sono soliti trascorrere l’estate tra bagni e camminate. La passione travolgente dei due giovani amanti non può non travolgere il lettore: le emozioni, i rimpianti, le concessioni, i malumori, e tutte quelle maree di errori irreparabili che travolgono le relazioni nate sul bagnasciuga (e non solo). Le finte certezze maschili di Yves e le vere incertezze femminili di Denise, si trasformeranno in fardelli troppo grandi con il ritorno a Parigi.
Il testo non parla di un colpo di fulmine che brucia il tempo della passione, ma un amore intenso, nel modo in cui i due protagonisti sanno amare; purtroppo, l’incapacità di capire i reciproci bisogni, li porterà ad imboccare un vicolo cieco, in cui l’unica via d’uscita è l’abbandono. Il modo in cui i sentimenti sono descritti e raffigurati, certamente vi faranno stare male, ma vi faranno anche tuffare nel passato, perché tutti noi abbiamo vissuto un amore, arrivato troppo presto o troppo tardi, finito senza una reale motivazione, e che ci ricorderemo per sempre.
Noi siamo di parte, parliamo di una delle nostre autrici preferite, capace di incidere solchi con la penna senza bisogno di calcare la mano. Una scrittura alta nella sua semplicità, una conoscenza dei sentimenti umani e una capacità di trasferirli su carta comune a pochi. Uscito in prima edizione nel 1926, quando l’autrice aveva poco più di vent’anni, questo libro ha rappresentato il suo esordio letterario, con cui da subito è entrata di diritto nel pantheon degli scrittori da dover leggere nel corso della vita.
_____________________________________________________________________________________________________
Irène Némirovsky, Il malinteso, Adelphi, Milano, 2010
Edizione originale: Le Malentendu, Fayard, Paris, 1926



