Faccio salti altissimi

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“Tutti noi ogni giorno, quando ci alziamo dal letto, disponiamo di un potere enorme: possiamo scegliere se essere un aiuto per qualcuno oppure un problema.”

Una carezza al cuore indurito dall’individualismo della vita quotidiana. Questo è stato lo strano effetto del libro di Iacopo Melio (Iacopo con la I mi raccomando, altrimenti non le manda a dire), una volta terminata la lettura. Tanto è vero che lo abbiamo subito letto una seconda volta per apprezzarne maggiormente il contenuto, e respirare una boccata di aria buona a pieni polmoni, senza pietismo o commiserazione.

La scrittura è piacevole, scorrevole e molto giovanile nella sintassi e nel vocabolario, ma questo non ne inficia il messaggio, rendendolo anzi ancora più efficace. Vincitore di una lotteria senza premio, leggasi malattia rara, e di sbadataggini ospedaliere, per usare un eufemismo, Iacopo riesce a raccontare la sua vita con un misto di ironia e serietà e presa in giro, senza piangersi addosso, ma anzi mostrando resilienza fuori dal comune.

Un ragazzo di vent’anni come tanti altri, reso NON speciale dalla sua situazione fisica, che come i suoi coetanei sogna, mangia, si incavola e diventa stronzo. Insomma una persona come molte altre. E propio la rivendicazione dello stato di “cosiddetta normalità” è la rivendicazione principale dell’autore. Perché in fin dei conti non siamo tutti ugualmente abili in maniera differente? E allora quale senso ha creare categorie inesistenti? Un concetto tanto semplice quanto alieno nel pensiero di molti di noi, a partire da chi scrive queste righe, che se solo fosse metabolizzato nella giusta maniera, potrebbe avere ripercussioni rivoluzionare nella vita degli altri.

Il secondo pilastro del racconto è l’amore per la vita. Imparare ad apprezzare le piccole azioni quotidiane e non dare nulla per scontato, perché ci sono persone che pagherebbero oro per fare una passeggiata a piedi scalzi, andare a prendere un caffè con un amico senza preoccuparsi delle rampe di accesso, potersi fare un bagno al mare da soli e mille altre esperienze. Un inno alla vita senza alcuna volontà esserlo, perché riuscire a fare salti altissimi non è da tutti. 

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Iacopo Melio, Faccio salti altissimi, Mondadori, 2018

 

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