Macno

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“Il problema è che non si rassegna alla lentezza.

Romanzo da leggere fino ai vent’anni, dopo potrebbe deludere. Lo diciamo con cognizione di causa perché abbiamo letto il libro da adolescenti, e torniamo a riprenderlo in mano oggi. Di tutto quello che avevamo apprezzato da giovani non è rimasto che una macchia sbiadita sulle pagine. La classica sensazione che si prova rileggendo i libri di De Carlo, capaci di raccontare sogni utopistici, volontà di cambiare l’ordine precostituito, di ribellarsi a  ciò che di brutto c’è attorno a noi, concetti a presa rapida sui giovani lettori, meno su menti più mature (o forse sarebbe meglio dire disilluse?).

Il titolo è l’eponimo di un dittatore di un paese non ben definito del Sud America. Il classico uomo nuovo, capace di catturare il malcontento della popolazione verso la classe dirigente politica del paese, e che attraverso l’uso attento del mezzo televisivo riesce a realizzare la scalata al potere. L’incontro con una una giovane giornalista tedesca (Liza) e i preparativi del suo terzo anniversario alla testa del paese faranno emergere un malessere sotterraneo di Macno, fino alla svolta finale. 

Il principale punto debole della storia è certamente l’ambientazione sudamericana: il testo è una descrizione precisa della società italiana degli anni ottanta, specialmente nella parte in cui viene descritta la parte politica del Paese. Chi conosce De Carlo, troverà anche molta Milano (quando viene descritta la città natale di Macno), con un inno alla sua bruttezza e al grigiume che avvolge sia i palazzi sia il cielo, come un luogo senza speranza.

Altro punto debole sono i personaggi designati, Macno, Liza, Ted, Ottavio, Uto e via dicendo hanno scarso spessore, e più che la storia di un dittatore con la sua corte, potrebbe essere la storia di un gruppo di conoscenti, senza troppa simpatia reciproca. 

Dobbiamo però riconoscere l’abilità dell’autore a immaginarsi un mondo che sarebbe diventato, in qualche modo, realtà trent’anni  dopo in Italia, con la televisione come mezzo di selezione per la classe politica, e una nazione sempre più vittima di se stessa. 

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Andrea De Carlo, Macno, Mondadori, Milano, 2004 (prima edizione, Bompiani, 1984)

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