Il conte di Montecristo

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“Le idee non muoiono, sonnecchiano talvolta e si risvegliano poi più forti di prima.”

Libro noto, la cui fama è direttamente proporzionata al numero di persone che realmente lo hanno letto dall’inizio alla fine. Forse è questo uno dei motivi che ci ha spinto a voler riproporre la lettura di questo classico.

Il protagonista è Edmond Dantès, un giovanissimo marinaio che viene ingiustamente incarcerato alla vigilia della sua promozione a capitano di una imbarcazione e alle nozze con l’amata Mercedes; vittima principalmente della invidia umano. Quattordici anni di detenzione nelle segrete del Castello d’If lo faranno entrare in contatto con un altro carcerato, l’abate Faria, che in qualche modo diventerà suo precettore, e gli darà le chiavi per accedere ad un vero tesoro. Una volta fuggito dalla prigionia, e preso possesso del tesoro, Dantès potrà mettere in atto il suo piano di vendetta contro chi lo ha tradito.

Si può riassumere così l’opera di Dumas padre? No, perché conoscere solamente la trama non rende giustizia ai sentimenti che esso racchiude: l’amore filiale, la riconoscenza, il tradimento, il sopruso, la caparbietà il senso di bene al di sopra di tutto. Un manuale di istruzione sulla natura umana, senza alcun tipo di filtro, perfetto come pochi altri.

Nato come romanzo di appendice (pubblicato tra il 1844 e il 1846), un classico per l’epoca, ne riporta nella struttura del testo i pregi (come il perfetto quadro socio-storico del periodo) e i difetti, come si vede nelle molteplici incongruenze del testo. Personalmente ci è molta piaciuta invece la conoscenza dell’autore dei luoghi che racconta, nelle distanze geografiche e dei territori non solamente francesi, ma anche di quelli italiani, fino alla descrizione dell’agro romano e della Ciociaria, che fanno pensare come quei posti siano stati realmente vissuti dall’autore per diversi anni.

Noi consigliamo di leggerlo, o rileggerlo, prima da giovani per conoscere gli animi umani prima di entrare nell’età adulta, e poi una volta adulti, per apprezzarne alcune sfumature che solo la saggezza degli anni può rendere visibile agli occhi.

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Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo, Rizzoli, Milano, 2013

Edizione originale: Le Comte de Monte-Cristo, Journal des débats, Paris, 1844 -1846

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