“Qualcuno ci pensa e qualcuno no. Io ci penso da trent’anni. Cerco di prepararmi.”
Dopo la lettura ci siamo ritrovati emotivamente esausti, forse in parte lo siamo ancora. Un libro che prima o poi, in una forma che non ci possiamo immaginare, ci troveremo a scrivere. Ognuno a modo suo, ognuno con il giusto peso di pagine bianche e di frasi non completate
Quanto conosciamo realmente nostra madre? Oltre il ruolo sociale di nostra genitrice, quanto conosciamo il suo percorso di vita, fino ad arrivare al momento in cui è diventata madre? E se tutte le supposizioni, le congetture, i sentimenti fossero spazzati via dal soffio di una malattia a cui non avevamo pensato?
Concepire che un genitore abbia avuto una vita della nostra venuta al mondo è un esercizio non semplice. Immaginare colei che rappresentata il tutto per noi, possa essere stata magari a sua volta figlia indifesa, fidanzata lasciata, capace di pensieri stupidi o altro è una delle serrature che dobbiamo aprire per arrivare all’età adulta.
L’autrice racconta il rapporto con la madre Ann, partendo dal momento in cui si accorge di averla persa per sempre.
I capitoli si alternato tra tempo presente con la madre anziana e costretta prima in ospedale e poi in una casa di cura, e la madre giovane, scoperta dall’autrice attraverso i racconti di chi l’aveva conosciuta e alcuni diari, fino a risalire a un segreto di cui non avrà mai la certezza totale.
Il doversi prendere cura di Ann dopo una caduta domestica mette l’autrice di fronte a una serie di obblighi e doveri a cui non aveva mai pensato, scontrandosi a muso duro con il sistema sanitario francese e ancora con la burocrazia.
Una società capace di pensare solo a chi è in grado di produrre e consumare, mentre gli anziani un peso non voluto da smaltire via al più presto, per poter continuare a funzionare a pieno regime.
Leggere questo libro ci ha fatto tornare a qualche modo bambini, con le preoccupazioni degli adulti, accompagnato da una scrittura piacevole.
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Julia Deck, Anna d’Inghilterra, Adelphi, Milano, 2025
Edizione originale: Ann d’Angleterre, Paris, Seuil, 2024



