La mezzaluna di sabbia

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Scritto da Lucia Bandini

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Non è la trama (sebbene davvero ben costruita) a colpirmi di questo giallo. Non è il paesaggio calabrese né l’uso del dialetto. Non è il protagonista, Gori Misticò, un personaggio strano, non solo per il nome buffo: maresciallo dei carabinieri, ma in aspettativa, fa la spola tra la sua Calabria e uno stimato ospedale di Milano per curare una malattia che non sembra voler mollare la presa, mentre riflette dubbioso sull’ideale di giustizia e su cosa rimarrà dei suoi sforzi per raddrizzare le storture del mondo una volta che se ne sarà andato.

A colpirmi davvero è stato lo stile di Vitaliano: l’autore ha dimostrato la grazia di un grande atleta, ha infilato un paio di sci ed è sceso fluido schivando tutti i paletti di uno slalom, dando al lettore l’impressione di non fare alcuna fatica. Il più grande pregiudizio sui libri gialli nasce infatti dalla sua appartenenza alla cosiddetta “letteratura di genere”, cioè di un tipo di scrittura ingabbiata in certe regole: non c’è giallo senza un delitto, senza un detective e senza uno scioglimento finale del caso.

Questo implica che spesso si trovino nei gialli personaggi stereotipati, oppure trame dalla risoluzione dubbia, o calchi di libri e telefilm americani, dove accadono cose che chiaramente in Italia non funzionano nello stesso modo. Allargarsi nelle maglie strette della lettura di genere è, se possibile, ancora più difficile che dimostrare la propria bravura in un romanzo di narrativa. Ed è qui che Vitaliano mi ha stupito: i suoi personaggi sembrano volersi costantemente sottrarre al loro ruolo e dire al lettore: “Ehi, io sono reale tanto quanto te”.

Non c’è clamore, non ci sono macchiette né caricature, ci sono solo uomini e donne, che si muovono in una Calabria semplice, che non è solo corruzione, appalti truccati e giovani che cercano fortuna altrove, non è solo paesaggi stupendi e ambienti degradati, ma è tutto questo insieme, ben mescolato in una rappresentazione che non indulge in facili preconcetti.

Non voglio svelarvi neanche un pochino della trama, vi do solo un consiglio: cercate il vostro luogo dove si zittiscono “i troppi rumori del mondo”, la vostra mezzaluna di sabbia, fate un bel respiro e immergetevi in questo libro stupendo. Il comandante Misticò (ma non chiamatelo comandante, altrimenti si arrabbia) vi guiderà tra gli abusi edilizi e i templi greci, tra ville di Baroni, immensi uliveti e spiaggette affollate dalle anatre, vi farà vedere la sua amatissima Calabria dietro spesse lenti di umorismo, riflessione e poesia.

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Fausto Vitaliano, La mezzaluna di sabbia, Bompiani, Milano, 2020

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