“In determinati periodi della vita siamo più o meno vicini a quello che siamo veramente.”
Iniziamo col dire che c’è qualcosa di estremamente essenziale in questo libro: tutto ruota intorno a un funerale e – ad esclusione della chiesa dove esso si svolge- passiamo da una casa a un’altra e – quasi- senza mai cambiare personaggi.
Ora detto così sfido chiunque a scegliere questo libro, ma la potenza della scrittrice sta proprio qui, a parere nostro: poche cose sono messe in campo, ma si aprono tutto come un ventaglio.
Sei amici passano l’infanzia e l’adolescenza, tra esuberanza e audacia, insieme in quella che viene subito battezzata la casa dei Gunner. Luogo prediletto e riservato a questa cricca che imparerà a conoscersi, a scoprire la vita, la stessa vita che invece li sparpaglierà in giro per gli Stati Uniti: lontani da quella casa. Ogni tanto qualcuno si ricorda di aggiornare il gruppo tramite mail su qualche novità, ma ognuno in realtà di asserraglia dietro i muri della propria vita da adulto, da lavoratore, da amante.
Eppure c’è un evento che fa alzare tutti dalle proprie comode poltrone e li fa ritrovare, dopo anni- tanti anni- faccia a faccia e costringe a guardarsi davvero negli occhi: Sally- una di loro- si è tolta la vita.
Dopo il funerale vediamo gli amici riunirsi in casa di uno di loro e cenare e parlare e cantare e scherzare ma anche a piangere, a raccontarsi e soprattutto a chiedersi: questo quando ti è successo? perché non lo hai raccontato? Ma soprattutto perché Sally aveva abbandonato la casa dei Gunners? Perché si è tolta la vita? Ma chi sapeva qualcosa su Sally?
Sì, vieni un po’ da chiedersi quanto e cosa sappiamo di quelli che chiamiamo amici…
E poi dovremmo chiederci: siamo davvero disposti a raccontare di noi? Questi amici sì, passano anni, ma hanno il coraggio di farlo faccia a faccia: scoprono i loro fallimenti, e le loro paure, le ingiustizie subite, le verità celate a se stessi alla propria famiglia…
C’è qualcosa di estremamente essenziale in questa storia nella quale c’è mezzo mondo dentro; ne siamo certi: qui ci siamo tutti noi. È la storia di un’amicizia che ci fa scoprire che non può mai bastare un giro di mail per arrivare ad accarezzare un’anima, nemmeno la nostra stessa anima; ma serve uscire allo scoperto, fuori dalle nostre ringhiere, e tutto inizia ad avere un po’ di senso.
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Rebecca Kauffman, La casa dei Gunner, Sur, Roma, 2020
Edizione originale: The Gunners, Counterpoint, New York, 2018



