“Orsola mi tratta come una persona adulta. Alla pari. Obbedienza non significa subordinazione.“
Il sapore delle parole e i respiri umani narrati da Fleur Jaeggy in questo libro hanno pochi eguali. Riportano alla vita sensazioni dimenticate in un tempo piccolo. Empatizzare con i protagonisti della storia narrata viene naturale, sebbene il lettore molto difficilmente possa aver vissuto le vicende in esso raccontate. L’immortalità del testo è nel riflesso preciso di alcune dinamiche interpersonali, tipiche di tutte le famiglie.
Il titolo prende piede dal nome dell’imbarcazione Jugoslava attraccata a Venezia pronta a salpare per il mediterraneo con destinazione Grecia. Una crociera di due settimane in cui la protagonista sedicenne ha la possibilità di conoscere il padre Johannes e provare a cucire un rapporto inesistente. Due parenti che la vita ha reso estranei, ma che hanno in qualche modo un disperato bisogno l’uno dell’altro. Una sola avvertenza: i sentimenti più veri e sinceri, sono quelli sottaciuti.
Il viaggio offre la possibilità alla protagonista di pescare a sua volta nella tinozza dei ricordi dell’infanzia. La forzata separazione dal padre, per trascorrere lunghi periodi per vivere con una nonna (?), anche lei estranea, verso cui provava timore, stima, affettuosità ed estraneità. Il tutto la porterà a intuire segreti familiari che aveva sempre ignorato.
La morte di Johannes una volta tornati sulla terra ferma, lascia orfani anche i lettori, ma forse è il giusto termine di un viaggio iniziato molto prima. La tristezza per la sua scomparsa si trasformerà poi in accettazione e giusta consapevolezza, perché era così che doveva andare.
La scrittura è di mezzo gradino sotto la perfezione. Non sappiamo dire se ci siamo innamorati prima della storia narrata, o del modo in cui è scritta. I ricordi della protagonista sono dentro ogni singola parola usata, come se fossero state pescate una per una da un cassetto della memoria rimasto chiuso per troppo tempo. Ci ha sorpresi, perché non eravamo pronti ad affrontare così tanta bellezza in poche pagine.
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Fleur Jaeggy, Proleterka, Adelphi, Milano, 2001



